Focaccine al formaggio

focaccine al formaggio

Che gli Hunger Games abbiano inizio! Ebbene sì, riprende finalmente la nostra rubrica Un libro, un film, una ricetta e lo fa con furore presentando le focaccine al formaggio!

Non è passato molto dall’uscita del terzo film, ma non volendo aspettare per sapere come andava a finire sono corsa in biblioteca a prendermi il libro Hunger Games Il Canto della Rivolta . E me lo sono divorato insieme a queste ottime focaccine al formaggio! Volete scoprire perchè proprio le focaccine al formaggio? Continuate a leggere fino alla fine!

Cercherò di evitare troppi spoiler, ma se non volete sciuparvi la sorpresa saltate il paragrafo e andate direttamente al commento!

Trama dei libri della serie Hunger Games:

La vicenda degli Hunger Games si svolge in un futuro post-apocalittico nel fittizio stato di Panem. La capitale, chiamata Capitol City si trova sulle Montagne Rocciose, e tutto intorno ci sono dodici Distretti. Capitol City è una città ricca e moderna, mentre i Distretti si trovano a vari stadi di povertà. Ogni anno, come punizione per la ribellione scatenata anni prima dal distretto 13, in ogni distretto vengono scelti un ragazzo e una ragazza di età compresa tra i dodici e i diciotto anni per partecipare agli Hunger Games, un evento nel quale i partecipanti tributi devono combattere in un luogo chiamato arena, che viene controllata dagli Strateghi per mezzo di computer molto sofisticati, finché un solo gamers rimane vivo. La selezione avviene tramite una cerimonia chiamata “mietitura”, che consiste nel pescare da un’ampolla un biglietto con i tanti nomi dei candidati.

Nel Distretto 12, il più povero di tutti gli altri, vive una ragazza di nome Katniss Everdeen, abilissima nella caccia e nel tiro con l’arco. Katniss trascorre la maggior parte del tempo nei boschi con il suo migliore amico e qualche cosa di più, Gale Hawthorne. Durante il sorteggio della settantaquattresima edizione dei giochi, Effie Trinket, l’incaricata mandata da Capitol City a celebrare la mietitura, sorteggia Primrose Everdeen, la sorella minore di Katniss, la quale pur di salvare la vita della sorellina, si offre volontaria al suo posto.

E diventa il simbolo della rivolta, la ghiandaia imitatrice, che mostra il lato oscuro degli Hunger Games, che ha la forza di ribellarsi e salvare se stessa ed il compagno di distretto e di giochi Peeta Mellark dal terribile destino degli Hunger Games. Katniss, ghiandaia imitatrice, e Peeta, simbolo d’amore e di coraggio. E questo a Panem non piace. Katniss e Peeta devono partire per il Tour dei Vincitori, un viaggio attraverso tutti i distretti per ricordare coloro che sono morti nei giochi, ma i tempi stanno maturando ed appaiono i primi segni di rivolta, in ricordo delle vittime dei giochi e della crudeltà di Panem. Il presidente Snow comincia a programmare l’eliminazione di tutti i vincitori degli Hunger Games, temendo che possano ritenersi intoccabili e invincibili. Ogni venticinque anni a Capitol City viene indetta un’Edizione della Memoria degli Hunger Games. Essendo la settantacinquesima edizione dei giochi il presidente Snow decide che i tributi saranno sorteggiati tra i vincitori delle stagioni precedenti. Katniss è sconvolta in quanto sa di essere destinata a tornare nell’arena in quanto unica vincitrice femmina del suo distretto. Durante i Giochi, Katniss e Peeta si alleano con altri due vincitori: Finnick Odair e Mags, una donna di 80 anni, mentore di Finnick, entrambi del Distretto 4. Dopo la morte di Mags, Katniss, Peeta e Finnick uniscono le loro forze con quelle di Johanna Mason, una ventunenne sarcastica e spesso crudele del Distretto 7, e Beetee e Wiress, un anziano e una quarantenne eccezionalmente intelligenti del Distretto 3. Wiress dimostra subito la sua genialità rivelando a Katniss che l’arena è strutturata come un orologio, in cui varie calamità si abbattono in una determinata zona dell’arena in un’ora precisa. Dopo che Wiress viene uccisa, il gruppo concorda assieme a Beetee un piano per fulminare gli avversari sulla spiaggia con del filo metallico collegato a un albero che attira i fulmini. Negli ultimi capitoli, Katniss riesce a dirigere il fulmine nel campo di forza che circonda l’arena, distruggendola. Perde i sensi, e quando si risveglia si ritrova a bordo di un hovercraft diretto al Distretto 13 la sede della resistenza. L’idolo del pubblico di Panem si risveglia dunque nel Distretto 13 e viene a scoprire da Gale che il distretto 12 è stato distrutto e che Peeta è in mano a Capitol City. La resistenza ha nella Presidentessa Coin ed in Plutarch, il suo esperto di comunicazione, i capi della rivolta. Plutarch intende usare l’immagine dell’eroina per convincere tutti gli altri distretti a ribellarsi e unirsi nella guerra alla capitale. Così mentre il presidente Snow sfrutta Peeta come volto del potere, la resistenza gira video di propaganda con Katniss e raccoglie adesioni in attesa di sferrare l’attacco finale.

—-SPOILER—-

Una squadra di salvataggio viene mandata a recuperare Peeta, Johanna e Annie, ma si scopre ben presto che Capitol City ha torturato Peeta con un procedimento detto depistaggio, una sorta di lavaggio del cervello per cui il ragazzo si è convinto che il vero nemico sia Katniss e cerca subito di ucciderla. I dottori del 13 cercano di invertire il processo per fargli ricordare la verità, e Peeta inizia a farsi aiutare anche dagli amici, chiedendo cosa sia vero e cosa falso dei suoi ricordi. Dopo aver preso il controllo dei vari Distretti, i ribelli iniziano l’assalto a Capitol City. La squadra di Katniss deve arrivare fino alla residenza del Presidente Snow, ma le cose volgono al peggio e lei ed i suoi compagni sono costretti a una fuga nel sottosuolo della città, durante la quale alcuni soldati, tra cui Finnick, perdono la vita. Giunti in vista della residenza del Presidente, Katniss e gli altri si accorgono che il palazzo è attorniato da bambini di Capitol City. Improvvisamente, un hovercraft inizia a sganciare bombe camuffate da doni sulla folla di bambini, uccidendone molti. Arrivano dunque i dottori dei ribelli, Prim compresa, per prestare soccorso, e in quel momento altre bombe esplodono, uccidendo i superstiti insieme a Prim. Avendo visto la morte della sorella ed essendo stata lei stessa colpita dall’esplosione, Katniss diventata mentalmente instabile e muta, deve essere curata. Dopo molti giorni, la presidente Coin la informa che il Presidente Snow è imprigionato nella sua villa e che, come da precedenti accordi, toccherà a Katniss ucciderlo. Katniss si reca a parlare con Snow, scoprendo che le bombe non sono state sganciate da un hovercraft di Capitol City, bensì dai ribelli. La Presidente Coin ha inoltre l’idea di tenere un’ultima edizione degli Hunger Games in cui a concorrere saranno i ragazzi di Capitol City. Peeta, Annie e Beetee votano no, mentre Katniss, Johanna, Enobaria e Haymitch votano sì. Il giorno dell’esecuzione di Snow, Katniss conscia che la Presidente Coin sarebbe diventata una dittatrice tale e quale a Snow, invece che scoccare la freccia contro di lui, colpisce la leader del 13 uccidendola. Snow muore lo stesso poco dopo. La comandante Paylor viene eletta nuovo presidente di Panem e Katniss viene assolta dall’accusa di avere ucciso intenzionalmente la Coin, appellandosi alla sua instabilità mentale, a condizione che torni nel Distretto 12 e continui le sedute con lo psichiatra che la sta assistendo. Grazie a Peeta, che fa ritorno nel distretto 12, e pianta delle primule (il fiore che dà il nome a Prim) Katniss riprende piano piano a vivere accanto a Peeta.

—- Fine SPOILER —-

Una serie che mi ha decisamente entusiasmato, sebbene ormai sia fuori dal mio target d’età. Azione, amore, guerra, pace, un futuro post apocalittico, ribellione, coraggio, valore… ed una protagonista un po’ piagnucolona e lenta nel capire. Se nei primi capitoli Katniss appare una ragazza forte e coraggiosa, nel corso della storia appaiono le sue fragilità, cosa che la rende un personaggio reale e a tutto tondo. Non si può essere sempre belli, forti e coraggiosi, esistono i momenti di debolezza e Katniss li dimostra tutti.

I pasti al Distretto 13 sono piuttosto poveri, non si spreca nulla ed il cibo è considerato una risorsa fondamentale. Una piccola golosità per Katniss sono le focaccine al formaggio, per cui oggi vi presento proprio quelle!

Ricetta focaccine al formaggio:

200 g farina manitoba
50 g farina tipo 00
170 g. circa di acqua tiepida
50 g di pasta madre rinfrescata la sera prima
100 g di pecorino grattugiato
olio extra vergine q.b.

Dotatevi di una bella spianatoia (o di una capiente ciotola) ed impastate le farine con l’acqua e la pasta madre. Impastate per almeno 10 minuti fino ad ottenere una pasta liscia ed elastica, tiepida. Lasciatela lievitare coperta fino al raddoppio del volume. Una volta che avrà raddoppiato il volume aggiungere il formaggio meno due cucchiai, impastate per un paio di minuti, formate una decina di palline, trasferitele sulla placca da forno e lasciate lievitare per un paio d’ore, prima di infornarle praticate in alcuni punti una pressione con i polpastrelli delle dita spiaccicando leggermente le focaccine. Cospargete di olio extra vergine, sale e mettete a cuocere in forno già caldo a 200°C per circa 20-25 minuti. Cinque minuti prima di sfornare cospargere le focaccine con il pecorino grattugiato avanzato, lasciar sciogliere e sfornare.

E non dimenticate di passare da Susy per gustarvi la sua recensione: BISCOTTI E SEGRETI AD OSAGE COUNTY

focaccine al formaggio

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